Ultime note per Nannucci: “al nostro posto né vestiti né banche”

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27 feb. - Si poteva fare qualcosa per “salvare” Nannucci? Stamane, intervistato ai nostri microfoni durante la trasmissione “Angolo B”, Mario Nannucci, nipote del fondatore e gestore dello storico negozio di via Oberdan è stato chiaro: “Se le istituzioni avessero voluto fare qualcosa si sarebbero mosse prima; si tratta di una decisone sofferta ma inevitabile. “Possibilità di ripensarci? risponde Nannucci: “in questo momento è molto difficile. Non voglio chiudere tutte le porte , mai dire mai, ma se non ce la fanno le major non credo possiamo farcela noi”. Sul futuro dei locali (la proprietà dei muri è controllata dalla famiglia) Mario Nannucci è chiaro: “penso che il nostro pubblico non gradirebbe né un negozio di vestiti - ce ne sono fin troppi - né una banca. Anche un bar forse non va bene, ci vorrebbe qualcosa sempre legato alla socialità.” Ascolta l’intervista 

Nannucci” è nato nel 1936 e da allora via Oberdan è stata meta obbligata degli appassionati di musica. Il negozio di dischi più antico d’Italia, fondato da Mario Nannucci, chiuderà definitivamente a metà aprile. Ieri è stato firmato l’accordo di mobilità con i 9 dipendenti. Negli anni ‘70 il negozio divenne celebre per i dischi jazz e rock importati dagli Stati Uniti e proposti dal figlio del fondatore, Giuseppe.

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Il ricchissimo catalogo di Nannucci era diffuso in tutto il paese e una buona fetta delle vendite avveniva per corrispondenza. Negli ultimi anni la situazione è cambiata. Giù nel 2006, in occasione del 70esimo anniversario, Carla Nannucci lamentava il costante calo del fatturato, dovuto alla concorrenza di internet, degli ipermercati e alla consuetudine del download.

Ascolta le voci raccolte all’interno del negozio da Camilla Endrici

(in alto e in home la signora Nannucci nel suo negozio di via Oberdan by Iguana Press - sotto Picture by guercio e guu)

Qual è stato il vostro primo album acquistato lì?

Pubblicato il 27.02.2009

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Commenti

85 Commenti per “Ultime note per Nannucci: “al nostro posto né vestiti né banche””

  1. maolo | 26.02.2009 | 12:45:59 #

    penso che il primo album comprato da nannucci sia stato issues dei korn!
    eheheheheh che passato da dimenticare

  2. patrick | 26.02.2009 | 12:55:06 #

    Il primo disco comprato da Nannucci credo sia stato All the stuff & More vol.1 dei Ramones nella prima metà degli anni ‘90 (o è stato ‘the singles’ dei Clash? non sono sicuro). In cassetta.

    L’ultimo è stato un dvd un paio di mesi fa: la sposa turca. A dire il vero cercavo dei dischi ma non trovai quello che avevo in mente.

  3. Corrado Nuccini | 26.02.2009 | 12:57:53 #

    Non ricordo bene o Prince - Parade o Cantus in Memoriam of Benjamin Britteni di Arvo Pärt. Una delle due :)

  4. ghigo di tommaso | 26.02.2009 | 13:01:09 #

    il mio primo album é stato “in the court of crimson king” (King Crimson -1969) esattamente 16 anni fa (nel febbario del 1993) su consiglio del fidanzato di mia sorella maggiore.
    Prezzo: 15.900 lire.

    comprare musica era carissimo, ma da nannucci si trovavano ristampe in cd dei classici per pezzi stracciati…
    É per questo che a 14 anni avevo gusti cosí vintage, compare musica nuova costava troppo…

  5. enzo | 26.02.2009 | 13:01:17 #

    Sono arrivato a Bologna a metà Anni Novanta, non sono sicuro sia stato il primo disco in assoluto comprato lì, ma ricordo chiaramente un “Catartica” dei Marlene Kuntz, circa inizio 94. E poi valanghe di compilation Motown a cinquemila lire o giù di lì negli scaffali delle offerte…
    Storico il momento in cui apparve lo scaffale “indie” :-)
    ciao, e.

  6. simone | 26.02.2009 | 13:01:32 #

    il primo album che ho comprato lì è stato il primo cd in assoluto (prima andavo a cassette)
    U2- The Unforgettable Fire. Mi costò 3 paghette.

    s

  7. Marina | 26.02.2009 | 13:18:39 #

    È una notizia davvero deprimente. Se ne va davvero un pezzo della Bologna che ho amato.

  8. [...] di musica in Italia ha comprato un disco d’importazione e non per corrispondenza,  chiuderà a breve. E’ nato nel 1936 e da allora via Oberdan è stata meta obbligata degli appassionati di musica. [...]

  9. Tullo | 26.02.2009 | 14:11:29 #

    Storie di casa mia di Dalla.

  10. a. | 26.02.2009 | 14:15:20 #

    ci comprai dei dischi dei massimo volume. dove altro sennò.

  11. marcello | 26.02.2009 | 14:20:00 #

    Il primo disco alla Nannucci l’ho comprato per corrispondenza, grazie al catalogo cartaceo. Avevo 15 anni, vivevo in Sicilia e ho comprato una compilation di musica italiana degli anni 90 “Asfalto, musica dalla strada” (Casino Royale, Marlene Kuntz,Africa Unite…). Arrivato a Bologna, dove ho vissuto per 5 anni, ho scoperto grazie alla Nannucci e ai suoi prezzi: Tenco, Nick Drake, Joni Mitchell, la musica italiana anni 80, Blondie, Nina Simone, The Smiths…ho imparato lì a usare il bancomat!

  12. ale | 26.02.2009 | 14:21:10 #

    “Trout Mask Replica”, Captain Beefheart… doppio LP altrove introvabile…

  13. Vitaminic | 26.02.2009 | 14:23:27 #

    [...] A metà aprile chiude anche Nannucci, storico negozio di dischi di Bologna [...]

  14. ciccio | 26.02.2009 | 14:29:51 #

    Ci ho comprato una splendida cassetta di Esco dal mio corpo e ho molta paura di Elio e le Storie tese. Era il 1996, o giù di lì, e io non avevo ancora il lettore CD. Era anche il mio catalogo preferito da sfogliare in bagno, e più di una volta mi si intorpidivano le gambe dal tempo che ci rimanevo. Senza provocarmi fortunatamente le stesse emozioni del Postalmarket.

  15. Michele | 26.02.2009 | 14:36:29 #

    Ci presi in cd forse il primo disco di Veloso e una raccolta degli Smiths. Ci compravo fin qui molti dischi jazz e world music.
    Speravo che potesse continuare ad operare ancora un po’, mi chiedo come abbiano influito le attuali abitudini d’acquisto e i costi di gestione.
    Mi spiace tanto, per loro e per la città.

  16. Luca B. | 26.02.2009 | 14:39:45 #

    Il primo proprio non lo ricordo… forse Ten dei Pearl Jam. Ricordo benissimo l’ultimo: Blake/E/E/E. Noi inguaribili feticisti del cd (e del ricercare tra gli scaffali) come faremo?
    E mi mancheranno tutte quelle belle offerte a 9.90… ma rimarrà il negozio online?

  17. paolo | 26.02.2009 | 14:59:44 #

    due dischi, comprati per corrispondenza nel 1994: Cerrone - Love in C Minor e De Andrè - Storia di un impiegato (vinile).

    nel catalogo Nannucci esisteva la categoria ROCK PROGRESSIVO ITALIANO.
    grazie a quel tag, che radunava roba veramente assurda, ho scoperto una musica che non pensavo mai potesse esistere…
    e credo tanti altri che vivevano in provincia come me.

  18. Teo | 26.02.2009 | 15:01:37 #

    io lì dentro ci sono nato. probabilmente una cassetta… bad di jackson? 1988. ne avevo 7.

  19. Teo | 26.02.2009 | 15:03:15 #

    …e comunque da ex virgin megastore (c’ho lavorato fino alla chiusura) provo un bel magone.

  20. Simone | 26.02.2009 | 15:05:56 #

    Da quando vivo a Bologna ci ho comprato di tutto, ma credo che il primo album sia stato Senza Peso dei Marlene Kuntz, Mi dispiace davvero tanto, credevo fosse l’ultimo baluardo contro Ricordi, che fosse l’highlander dei negozi di dischi.

    sv

  21. alessandro ilic kwll | 26.02.2009 | 15:08:30 #

    per me nannucci è stato il veicolo di un’epifania. l’approccio di pancia, quello che mi ha fatto capire che lo spartiacque ce l’avevo davanti, intorno.
    ci ordinavo i dischi per me e gli amici, ché a fara novarese non c’era ombra di negozio di dischi. nemmeno uno trash con le robe da classifica e le cuffie da dj. a novara duetré, ma mica c’avevano tutto. e la nannucci aveva un sacco di bootleg dei nirvana. così raccoglievo gli ordini dagli amici, i compagni di liceo, e nannucci mi mandava tutto a casa – me prescelto - e io ero il centro di smistamento, e così carpivo, aprivo, ispezionavo, perquisivoanalmente i dischi degli amici (persino quelli di max battaglia che ascoltava del gran prog metal). e poi c’era l’amico di molly che si comprava tutti i sonic youth e i red hot (era tipo il ‘95). e io a un certopunto (che era poi già ‘97) stavo con chiara e la chiara aveva un fratello, francesco: il classico fratello grande di una morosa. che aveva vissuto quel giusto di anni ‘80 per prenderne il meglio, quando ancora non era facile come adesso capire le cose migliori del periodo e adesso tutti i ragazzetti ballano la darkwave. lui aveva i doctor marten’s e cantava negli inverno della beffa (il cui pezzo “la lingua dell’amante” è a tutt’oggi uno dei miei preferiti della vita, anche se so benissimo essere il loro più pop) e secondo me lui aveva un ruolo nel fatto che la chiara ascoltasse solo musica figa. e allora lui mi aveva ordinato i vinili di “unknown pleasures” e di “closer” e io avevo un giradischi a casa, e quindi, appena giunsero via nannucci (non ricordo cosa io ordinai, a quel giro) ce ne piazzai sopra uno (ovviamente - da sig. rompetti qual sono - “unknown pleasures”, perché era il primo, anche se ricordo benissimo non fosse così immediato capire quale precedesse l’altro). e c’avevo le cuffie e sedevo di fianco alla tivù, perché tutta la tecnologia in casa mia era concentrata in un angolo, tipo ghetto - però anche figo, mica luddismo. e se registravi le cassettine mentre la tivù era accesa, la cassettina veniva fuori con un sibilo tipo ultrasuono non ultra che sentivi sempre, sotto a tutto (so perfettamente in che momento di “stuck in the middle with you” nella cassettina della colonna sonora di “reservoir dogs” parte il sibilo, ché qualche stronzo aveva acceso la tele. forse io stesso, né). e lele s’incazzava, che le mie cassettine erano tutte fighe, con la costa con il titolo ridisegnato a mano e colorato, copiandolo da quello originale, oppure avevano le copertine con le foto di “d – la repubblica delle donne”, però poi, mentre te le ascoltavi, poteva succedere che il sibilo uscisse e ti mordesse e poi non si staccasse più. e l’idea era quindi quella di aspettare a fare ‘sta cassettina da 90 con da una parte “unknown pleasures” e dall’altra “closer” (perché mio padre aveva la tele accesa, in quel momento del mio primo ascolto: ne sarebbe conseguito sibilo). “sentiamo come sono, ‘sti joy division. ne ho sentito parlare. so che non è una cosa che vada bene dire – i fan s’inalberano – però li ha fondati addolorato dopo il mancato suicidio”.
    parte. SBAAANG!
    è tipo la cosa più bella che io abbia mai sentito.
    è “disorder”.
    penso di ricordarmi meglio quel momento che la prima sega.

  22. Alberto | 26.02.2009 | 15:15:47 #

    Se non ricordo male Maxinquaye di Tricky. ah che bel disco!

    Peccato veramente che Nannucci chiuda

  23. enzo | 26.02.2009 | 15:21:25 #

    (Ale, facciamo un programma in radio assieme)

  24. Alberto | 26.02.2009 | 15:25:01 #

    ahahahah
    ale ti adoro!
    dovreste discuterne te e collini di ‘prima sega’

  25. cosimo | 26.02.2009 | 15:26:09 #

    Comprato nel negozio penso sia stato J Mascis & the Fog
    More Light
    anno 2000
    E poi una musicassetta , Desire di Bob Dylan qualche mese prima.
    Per corrispondenza Copperopolis dei Grant Lee Buffalo.
    Avevo 16 anni!
    Peccato e adesso dove si va?

  26. Kai Zen J | 26.02.2009 | 15:26:35 #

    Ho un ricordo vivido. Là in alto sullo scaffale, un cofanetto nero con una N gialla e la scritta nine inch nails. Chiedo lumi. Il commesso mi dice che è appena arrivato, non sa cosa sia. Lo apriamo. È il fisted box: broken, fixed, tre maxi in cd, una maglietta sobria ed elegante con davanti scritto FIST e dietro FUCK e tre spillette. Sospiro. Quanto costa?
    Il commesso non lo sa - è appena arrivato - il computer dice 18.900 lire. Ne compro due. Gli unici due che avevano.
    Giorni dopo, ripasso per fere scorta di vinili della fu contempo records (joy division, wolfgang press, cocteau twins e christian death, tra le 3 e le 8 mila lire) il commesso mi confessa che il computer si era sbagliato sul prezzo del FISTED BOX, e di un bel po’. “Hai avuto un culo spaventoso”….

    Ecco ora non potrà mai più succedermi una cosa del genere… A questa città mancherà un pizzico di fortuna

  27. NEVIO | 26.02.2009 | 15:27:54 #

    Ho trascorso metà del mio quarto e quinto anno di ITIS nelle cabine d’ascolto che una volta c’erano da Nannucci. Sono molto triste e depresso perchè una parte della mia Bologna preferita sparisce (e non ne rimangono molte).
    Comunque il primo LP che comprai da “Nucci” è stato il mio primo LP di sempre: Cream Live.
    Era il 13 novembre 1970.

    Nevio “Borntorun” Bencivenni (TUTTOLIVE)

  28. gee | 26.02.2009 | 15:30:47 #

    “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, Smashing Pumpkins.
    Un altro mondo un altroquando :’(

  29. cartellone pubblicitario | 26.02.2009 | 15:51:14 #

    maledizione. non ci credo.
    maledizione…

  30. Pompei | 26.02.2009 | 15:54:17 #

    Breakfast in America dei Supertramp

  31. irò | 26.02.2009 | 16:25:00 #

    il primo “Rise and Fall of Academic Drifting” dei Giardini di Mirò via posta e ahimè ultimo è stato Yanqui U.X.O. dei Godspeed You! Black Emperor.
    Che tra l’altro era la prima cosa che avevo fatto appena sbarcato a Bologna.
    E’ un peccato, davvero.

  32. la fagotta | 26.02.2009 | 16:25:37 #

    anni fa ho lavorato in un grosso music store, mentre nello stesso periodo una mia amica stava in cassa da nannucci. quando certi ragazzini mi venivano a chiedere dischi troppo belli per il supermercato in cui lavoravo li spedivo segretamente da nannucci.
    primo disco, una raccolta dei Cure.

  33. giuseppe quaranta | 26.02.2009 | 17:03:48 #

    Pictures at an Exhibition, degli Emerson Lake and Palmer, in audiocassetta ( !! ), credo nel ‘92…tramite catalogo!

  34. daniele | 26.02.2009 | 17:04:34 #

    Bruttissima notizia davvero. Da casa del mio ragazzo sono due passi, e in questi due anni il giro da Nannucci era un appuntamento fisso di qualunque giornata, anche solo per curiosare.
    Dischi comprati lì? Giardini Di Mirò, Gomez, Young Marble Giants, Keith Jarrett, Uri Caine…un’infinità, davvero.

  35. ALE | 26.02.2009 | 17:07:35 #

    ‘Silvertone’ di Chris Isaak
    Un bootleg dei Pearl Jam
    e
    ‘Fight For Your Mind’ di Ben Harper

  36. fB | 26.02.2009 | 17:21:56 #

    ‘Love will tear us apart’, ovviamente dei Joy Division, nel 1980.

  37. Mary | 26.02.2009 | 17:43:05 #

    il primo disco credo fosse Patti Smith, era il 97 o il 98. Qualche anno dopo ebbi l’occasione di lavorare lì, per circa sei mesi, e i colleghi più anziani mi sottoposero al rito di iniziazione destinato a tutti i nuovi: scegliere un disco da mettere sullo stereo per l’ascolto pubblico in negozio.passai l’esame grazie a “in a bar, under the sea” dei deus.
    un peccato, per tutti.

  38. Mat | 26.02.2009 | 18:07:51 #

    io da nannucci ci sono finito per la prima volta a 12 anni,nel 94..con i miei genitori,in gita domenicale a Bologna.
    non lo sapevo,ma il primo disco l’aveva comprato il mio babbo pochi mesi prima,tramite catalogo… “Blood on the Tracks” di Bob Dylan

    da allora quel negozio di via Oberdan per me è sempre stata la mecca.facevo fuga sin dal primo anno di superiori e tornavo a casa con lo zaino pieno di cd,più i libri da feltrinelli e le magliette rock schifose della montagnola.tutto ovviamente nascosto meticolosamente e riposto appena arrivato a casa,chè mia madre non era scema :)

    il primo cd che ho comprato con dei soldini miei mi sa che fu Mellon Collie and the infinite sadness,nell’inverno del 96..ricordo ore e ore passate sul letto a leggere i testi e a sfogliare il booklet(che per me rimane uno dei migliori nella storia del rock)

    seguirono pezzi pregiati come Green Mind dei Dinosaur jr, Dust degli screaming trees e migliaia ancora..ogni volta che passavo da Bologna spendevo quanto avevo messo da parte. poi azzardai un primo ordine postale (poi tramite internet) e fu la fine :)

    l’ultimo disco..non saprei dire,visto che più o meno ne compro uno a settimana da quando vivo a Bologna stabile..forse una versione deluxe di “slanted..” dei Pavement.e chissenefrega se sono più cari,bevo una birra in meno o altro.so che tanti la pensano come me,ma purtroppo non è bastato

    ho anche dei ricordi stupidi,come l’acquisto di un ep dei Karate dopo averlo ascoltato per mezzora..pago,torno a casa e mi accorgo che ho lasciato il cd nel lettore per gli ascolti..!

    sono tristissimo,davvero un pezzo della mia vita che se ne va

  39. andrea | 26.02.2009 | 18:14:57 #

    che brutta notizia

    il primo non lo ricordo, l’ultimo è lungo i bordi dei massimo volume

    mi mancherai tanto

  40. corpicontusi | 26.02.2009 | 18:40:30 #

    credo che questa morte da tempo programmata non faccia altro che testimoniare il fatto che in questo paese l’ignoranza la fà da padrona,poi vengono gli interessi commerciali, poi la televisione.
    la prima volta?era il 1970 david bowie cominciava a “traslocare” a bololgna.grazie a nannucci e a tutta lo sua banda.

  41. ArgiaSbolenfi | 26.02.2009 | 19:41:12 #

    Il primo credo che sia stato l’EP No Tears dei Tuxedomoon, naturalmente l’edizione bolognese della Base Records, a metà anni 80.
    Negli ultimi anni avevo smesso di comprare CD a prezzo intero - si era arrivati a cifre paradossali - ma da Nannucci ci si poteva sempre rifornire di titoli di qualità a prezzi ragionevolissimi.

    E ora cosa ci vado a fare in centro a Bologna? A girare per librerie??

  42. ArgiaSbolenfi | 26.02.2009 | 19:46:07 #

    Dimenticavo: qualche tempo fa entro e il disco per l’ascolto pubblico era White Light / White Heat dei Velvet.. avrei dovuto fare i complimenti al commesso, non so se avete presente i 17 minuti di “Sister ray”, è sempre bello sentire cose del genere in un negozio che in fondo era largamente mainstream.. :-)

  43. Elisa | 26.02.2009 | 19:50:47 #

    London Calling dei Clash, che tenerezza…

  44. Alberto | 26.02.2009 | 22:04:54 #

    La Coja Di Dèsc, La Casa Del Disco, Lone Star, Camarillo, Borsari, Underground, Gospel, Virgin, Rock Shop e adesso Nannucci, grande, grandissima, infinita tristezza! Già da un po’ di tempo si annusava un’aria di smobilitazione, scaffali semivuoti, commessi in attesa, casse vuote. Mesi fa chiesi ad una cassiera: “Non è che chiudete, vero?”, rispose: “Che io sappia, no”. E invece…… Ci andavo da quando ho iniziato a comprare dischi, metà anni 70 direi, vinile naturalmente, i CD non c’erano ancora, ricordo le cabine d’ascolto ma non ricordo quale fu il primo acquisto, probabilmente qualcosa tipo Genesis o Pink Floyd, quello che ascoltavo all’epoca. Ricordo quando andai a chiedere il primo dei Dire Straits, dopo aver letto la recensione sul Mucchio, e il commesso mi guardò con aria interrogativa (i Direchè?) e quando cambiai il primo dei Pretenders difettoso (che poi ho ricomprato) con Unknown Pleasures (originale inglese) che conservo ancora gelosamente. Un salto da Nannucci era d’obbligo passando da quelle parti.
    E adesso? Grande, grandissima, infinita tristezza!

  45. Pois | 26.02.2009 | 22:08:05 #

    Nannucci mi ha spedito tutti i miei cd dei Kinks, mi ricordo ancora lo spacchettamento e la folgorazione!

  46. Aurelio | 26.02.2009 | 22:53:03 #

    non ricordo il primo disco che ho comprato da nannucci.. la prima volta che vi ho messo piede credo sia stata nel 1986. che bello, quanti vinili.. e che shock fu quando spostarono i cd nella sala principale a discapito degli lp. e ancora il periodo in cui l’italia era il paradiso dei cd-bootleg..
    non è il mio negozio preferito (anche se è diventato il più vicino a casa), ma è quello in cui sicuramente ho speso più soldi. e, anche se ultimamente si era indebolito in quella che era stata la sua arma vincente (il catalogo), e nonostante tutto, mi mancherà davvero un sacco. che brutti tempi che sono questi :(

  47. Massimo | 27.02.2009 | 00:52:00 #

    A undici-dodici anni ci andavo a chiedere gli adesivi. Natale 1978, Ia liceo, Yessongs (triplo live) è stato il mio primo disco comprato lì, Dopodiché ne sono arrivati tanti e da quando ho cominciato a guadagnare qualche soldo, ancora di più. Gli ultimi: una montagna di live dei King Crimson in offerta. Praticamente non passa settimana senza che ci vada a fare un giro. E adesso? Da Ricordi? Bleah. Diventerò ancor più affezionato cliente di Amazon…

  48. Soneekmx | 27.02.2009 | 13:09:46 #

    è stato tanto,ma tanto tempo fa,il disco si chiamava “Movement”e i New Order erano nati da poco. è ancora lì che gira e gira e gira…

  49. Paul | 27.02.2009 | 15:02:01 #

    U2 - Achtung Baby! rigorosamente in cassetta.

  50. E | 27.02.2009 | 16:22:31 #

    …se non ricordo male,i casi sono due:
    o Pod delle Breeders in vinile (stampa Contempo?)
    o un ep degli His name is alive sempre in vinile

    Merda.

  51. E | 27.02.2009 | 16:24:41 #

    Dimenticavo:
    da Nannucci in mailorder comprai la Vhs “Here are the young men” dei Joy Division.
    La mia gratitudine è immensa.

  52. gianfranco | 27.02.2009 | 19:12:14 #

    ho passato giornate intere dentro quei favolosi gabbiotti di legno stipati in 4 o 5 ad ascoltare valaghe di L.P. consigliati da commessi veramente in gamba,respirando gli odori dei mille corpi che avevano impregnato gli interni…beh è come se morisse la mamma.Il primo disco comprato..non ricordo se erano i Doors o Endrix,come non ricordo quelli chiesti…diciamo in prestito permanente..era il 1969.Se ne va una parte della mia essenza

  53. gianmarco | 27.02.2009 | 19:29:46 #

    Un colpo al cuore!!!!!! ho iniziato a lavorare li alla tenera eta’ di 17 anni (1982) , il mio primo lavoro..che ricordi !

  54. Pierluigi R. | 27.02.2009 | 19:29:56 #

    Noooooooooooo! Che tristezza…Che magone…

    Io comprai lì l’intera discografia del Led Zeppelin nel 1996, l’anno in cui andai ad abitare a Bologna!

  55. roberto | 27.02.2009 | 19:49:25 #

    Prima cassetta Abbey Road, da ascoltare con un Philips K7, poi il primo disco: In the court of the crimson king. Tutto esattamente quaranta anni fa. Ho trascorso tantissimi pomeriggi dentro alle cabine di cui ricordo perfettamente l’odore ed il rumore ovattato della porta quando si chiudeva. Gli LP costavano 3000 lire in edizione italiana ma io cercavo, quando arrivava, quella originale perchè le copertine erano più belle, quasi sempre doppie e con i testi; ovviamente cambiava anche il prezzo, si arrivava a 3300… Da allora non ho mai smesso di andarci e anche se mi aspettavo che non ce l’avrebbe fatta a continuare la notizia della chiusura mi ha commosso un bel po’.

  56. Luciano | 28.02.2009 | 07:55:19 #

    Credo un live degli EL&P , forse nel 1975/76, i pomeriggi nelle cabine ad acoltare le novità sono ancora oggi un caro ricordo.

  57. Claudio | 28.02.2009 | 14:38:26 #

    Nel Set. 1973 iscrivendomi all’Università di Bologna dalla lontana Sicilia, il primo posto dove sono approdato è stato Nannucci, mito già a quelle latitudini. Sono uscito con Genesis, appena pubblicato, Selling England by the pound, £ 3.200. Ho il magone.

  58. francesco | 28.02.2009 | 19:03:08 #

    Ci passavo tutti i giorni davanti alle vetrine. Abitavo a 100 metri da via Oberdan, e quindi un giro da Nannucci era d’obbligo, anche se non avevi in mente niente da comperare o non avevi i soldi per farlo. il mio primo disco credo sia stato Yessong degli Yes, album triplo, che adoravo. Era il 1976. E poi tanti altri, dai Genesis a Bob Marley,da Frank Zappa a Mingus, da John Mayall ai Ramones, etc..etc… Ogni volta che (da studente fuori sede) tornavo a casa per le vacanze, dopo aver fatto il biglietto del treno passavo anche da Nannucci a comperare un nuovo disco da mettere in valigia.
    Tutto passa, erano altri tempi.

  59. claudio c. | 28.02.2009 | 21:10:55 #

    Il primo disco è stato Interstellar Space, di John Coltrane, credo alla fine degli anni 70. In quel periodo ci passavo almeno un ora ogni sabato pomeriggio.

  60. Bk | 01.03.2009 | 09:50:59 #

    Io rivoglio il Minnella Rock Shop!Quello era il MIO negozio.E nessun altro

  61. Readerhead #4 | JustAman 2.0 | 01.03.2009 | 22:57:17 #

    [...] morto Seppia, il giornalista musicale più atipico del mondo (via) e pure Nannucci non sta tanto [...]

  62. Alessia | 02.03.2009 | 08:41:05 #

    Non ricordo il primo che ho comprato ma senza dubbio un cofanetto che mi è rimasto nel cuore, e che non ho trovato se non da Nannucci, è il Sandbox (Mark Sandman e Morphine)

  63. stefano | 02.03.2009 | 14:34:32 #

    Per me è un lutto vero e proprio. C’ho acquistato giusto due settimane fa un paio di vinili ed ero all’oscuro di tutto. E’ il negozio di dischi di Bologna a cui sono più affezionato poichè è il luogo in cui ho sicuramente fatto più acquisti e in cui ho trascorso più tempo. Li ho letteralmente riempiti di soldi. Mi ci portavano i miei genitori quando ero ancora alle scuole elementari e credo che il primo disco acquistato lì sia stato il White Album dei Beatles (andai con mio padre perchè ero ancora un nanerottolo). Mi ricordo che ero affascinato dalla presenza di questo disco dei Beatles senza titolo, con la copertina in cui non c’era scritto niente. Era già due volte che chiedevo a mio padre di prenderlo ma entrambe le volte era tornato a casa delle raccolte anch’esse intitolate “The Beatles”. A quel giro decisi di andare con lui e lo pregai d’informarsi prima con una commessa, la quale ci indicò una pila dove ci saranno stati almeno una trentina di White Album.
    La chiusura di Nannucci è per me una notizia terribilmente triste.

  64. Maurizio | 03.03.2009 | 09:27:48 #

    Il mio primo album acuistato da Nannucci fu HomeComing degli America nel 1973

  65. Complotto e mezzo | 03.03.2009 | 11:48:32 #

    [...] A Bologna Nannucci stacca la spina: “Chiudiamo ad aprile”. A Milano, il cd store di 10 Corso Como viene dimezzato. In Inghilterra tocca al Selectadisc di Nottingham. A New York e San Francisco si sbaraccano addirittura i Virgin megastore. Dopo anni di declino siamo all’ecatombe finale? [...]

  66. dr kiko | 04.03.2009 | 01:00:48 #

    I dischi da nanucci li compravo per corrispondenza. Comunque i primi furono: album dei Pale Saints, singolo dei Spirea X, “Feed me with your kiss” dei MBV e credo “pearl” e l’album dei Chapterhouse….

  67. Leonardo | 04.03.2009 | 19:27:23 #

    Che tristezza.
    Ho cominciato a frequentare il negozio nei primi anni 70, in coincidenza con la frequentazione dell’università, e non ho mai smesso pur vivendo prima in campagna e poi in altra città. Da anni prendevo il treno proprio per andare da Nannucci. Se sono un appassionato di jazz molto lo debbo ad un paio di commessi che, competenti, hanno saputo trasmettermi la loro passione.
    Debbo però dire che questo è avvenuto addirittura decenni fa. Da allora il piacere di fare due chiacchere è stato sostituito dalla sola necessità di non lasciarmi sfuggire un’ offerta speciale, e col magone di sentirmi chiedere dal commesso, in ricerca al computer, se Petrucciani si scrive con una o due c.
    Forse la chiusura del negozio è proprio da attribuirsi a quanto appena espresso.
    Comunque: grazie, famiglia Nannucci.

  68. tommaso | 04.03.2009 | 21:23:20 #

    Il mio primo disco comprato da Nannucci è stato NO NUKES (disco triplo, concerto folk-rock USA contro l’energia nucleare), me lo feci comprare da mia madre come regalo di Natale (metà anni ‘80), mi ricordo il prezzo: 20.000 lire.
    Sono molto triste, è strano ma è così, è una tristezza subdola, strisciante che avverto da quando ho ricevuto questa notizia. Per me ancora oggi (ho 39 anni) andare in centro è andare da Nannucci a vedere e comprare un disco. Certamente oltre i due terzi dei dischi che ho in casa provengono da Nannucci (ah i mitici NICE PRICE da 8.500 Lire!). Mia moglie, se andiamo in centro, fa di tutto per evitare che io prenda via oberdan perchè altrimenti il giro finisce…..Spero e mi auguro di cuore che non sia così, sarebbe una perdita di un luogo dell’animo e di un pezzo dei miei ricordi.

  69. Mr Kava | 06.03.2009 | 19:20:58 #

    Da Nannucci ho speso, negli anni, milioni di lire.

    Ero troppo piccolo quando comprai il primo Lp (comunque, Love Over Gold dei Dire Straits), ma ricordo benissimo quel pomeriggio di inverno che con mio padre andammo da Iodice a comprare uno dei primi lettori cd della Philips (mio padre è un fissato con l’alta fedeltà e lo pagò ai tempi un milione di lire), poi subito da Nannucci a prendere Actually dei Pet Shop Boys e le 4 stagioni di Vivaldi, nella stanzina in fondo al corridoio di sinistra, perchè tutto il resto erano vinili.
    L’ultimo è stato Try! di John Mayer un anno fa per caso.

    Poi anni di spese folli ai tempi del liceo.
    I miei soldi li spendevo tutti lì, ero più fornito dei noleggi, soprattutto per il rock e l’hard rock.

    Ricordo ancora le mattine in cui passavo anche ai tempi dell’Università, le uscite con il mitico Gaggio con cui ero diventato amico.

    Avevo addirittura la tessera che dava diritto a un 10% di sconto alla cassa su tutto, anche le offerte (bisognava spendere 250mila in un colpo solo per averla).

    Però qualcosa è cambiato, e mi distacco da tutti.
    Anzi mi meraviglio che ci sia voluto tutto questo tempo.

    Ho una parete intera di cd, tutti originali. Quasi 1500.
    Almeno 700/800 vengono da Nannucci di via Oberdan.
    Se anni fa però lì potevi trovare di tutto e di più, a prezzi bazza, da un bel po’ di tempo non è più così.

    Ricordo la fine degli anni 90.
    C’era Nannucci, il migliore come scelta e prezzi, Ricordi, caro e senza troppe rarità, Virgin Megastore in Via Farini, caro arrabbiato e con rarità pazzesche, tipo edizioni Giapponesi che costavano più degli appartamenti del piano di sopra.

    Però cos’è successo? Prima di tirare gli ultimi, la Virgin aveva abbassato molto i prezzi e infatti si poteva comprare anche bene, soprattutto cose introvabili altrove.

    Nannucci ha fatto esattamente il contrario.

    Non prendiamoci in giro. Senza cadere nei soliti luoghi comuni e nelle frasi fatte, sì, è vero che molti scaricano e che quindi comprano meno, sì, è vero che i prezzi dei cd in Italia è esagerato, sì, è vero che bisognerebbe abbassare l’iva al 4% per tutto ciò che è cultura (e la musica lo è), ma, SI’, E’ VERO che Nannucci non è più concorrenziale.

    Ci sono meno soldi, cerchi di risparmiare magari comprando un cd in meno, vai da Nannucci e, per fare un esempio, prendi Black Ice in edizione speciale degli AC/DC a 22,90€ che ti scontano a 21,90.

    Da Expert l’ho pagato, nella stessa edizione speciale, 15,90. 6€ di differenza!

    Ne prendo un altro.
    U2. New Line on the Horizon Deluxe. 24,90€ scontato 22,90.
    Oggi da Media World all’Euro a 18,90.
    4€ in meno.

    E sono già 10€ di differenza con due dischi.

    John Mayer - Where the lights on 2cd. Nannucci 21,90€, Ricordi 20,90€.
    Ricordi?!? Sì, perchè se Nannucci ha pensato bene di alzare i prezzi, Ricordi per certe cose sta andando in controtendenza, e da negozio più caro di sempre è passato a quello per molti articoli più concorrenziale di Nannucci (e con più scelta, anche se rimane caro).

    Vado su Amazon. Non c’è storia. A parte tutto quello che trovi, e non c’è proprio paragone, i prezzi fanno impallidire qualsiasi negozio di casa nostra.
    Metti le spese di spedizione e le tasse, costa lo stesso meno.
    C’è solo la rottura di dover aspettare il pacco.

    Mi dispiace per la chiusura di Nannucci.
    Non tanto per il negozio, ma solo per quelle persone che si troveranno in mobilità da Aprile.
    Per il resto, al di là dei tempi, sono semplicemente leggi di mercato.
    O si da un prezzo oppure un servizio.
    Se non do nè uno nè l’altro, ma anzi sono più caro di tutti, non ho cose introvabili e non sono concorrenziale, ho vita breve.

    Come mai il Disco d’Oro in via Galliera tiene botta? Semplicemente perchè si è specializzato in cose introvabili, quindi offre un servizio che altri non danno, e può permettersi di farlo pagare anche qualcosa in più.

  70. luca | 06.03.2009 | 21:45:25 #

    Non era solo un negozio di dischi…tutto qui

  71. Giovanni | 07.03.2009 | 10:39:47 #

    nel 1997, alla tenera età di 10 anni, percorsi i pochi metri che separavano casa mia da Nannucci con ancora nelle orecchie e negli occhi la musica e le immagini ammalianti del video di Karma Police de Radiohead (allora c’era ancora Videomusic che passava un certo tipo di musica…). Dopo un rapido ascolto in negozio mi decisi e andai verso la cassa: stringevo tra le mani “Ok computer”, un disco storico che cambiò inevitabilmente il mio rapporto con il mondo della musica. Grazie Nannucci, non dimenticherò.

  72. luca | 07.03.2009 | 16:26:50 #

    stanno chiudendo tutti -ci costringono a comprare i cd all’Iper. Almeno qui li potevi ascoltare. Anche se con internet è cambiato tutto.a me piace ancora comprare un disco o un cd in negozio, con del personale qualificato col quale scambiare qualche parola.
    ricordo che da piccolo venivo apposta in treno da ravenna per andare da Nannucci, dove potevo trovare i dischi dei miei gruppi preferiti a colpo sicuro senza ordinarli avevano di tutto.

    SE NE VA UN PEZZO DI STORIA E DI RICORDI

    CHE SCHIFO!!!

  73. Manu | 10.03.2009 | 23:11:55 #

    Il 1° disco da Nannucci fu un LP a 5000 lire!!! dei Supertramp e ovviamente
    Joy Division e New Order a basso prezzo.
    Per l’indie made in USA però la perdita dell’UNDERGROUND è stata una mazzata psicologica.

    Scusate …ma perchè andare ad ingrassare Amazon & gli ipermercati? …nessuno si è accorto che MartinRecs-com ha aperto anche a BO?! Vabbè io l’ho scoperto da pochissimo e melha detto mio cugino che ci compra LP di jazz. Ma c”hanno una marea di CD e vinili di ogni genere, Animal Coll., Pixies, … persino il vinile dei G.D Mirò, ecc.
    Calexico l’ho preso a metà prezzo di quanto lo fanno in quel c… di negozio che è la RICORDI!!!

    -> Manu goes indie!

  74. Paolo | 12.03.2009 | 16:11:51 #

    Made in Japan dei Deep Purple nel ‘73 assieme ad un paio di “Pacchi Sorpresa” che erano 10 dico DIECI 45 giri ( in gran parte robaccia ma anche qualche perla ) a 1000 lire. Ma chi mi mancherà di più sarà la Nuccia che ha un paio d’anni più di me e in quel periodo con i suoi capelli biondissimi a caschetto e l’aria sempre un pò imbronciata era deliziosa e mi faceva letteralmente impazzire. Siamo invecchiati insieme senza mai conoscerci veramente a parte un “ciao” da dipendente a cliente abituale. Se ne va un pezzetto della Bologna più bella assieme ad un pò della mia vita.

  75. Complotto e mezzo | 14.03.2009 | 12:42:41 #

    [...] e voglia di reagire: dopo l’8 settembre del PD, la base è sempre più disorientata. Assieme allo storico negozio di dischi, chiude lo Spettro della Bolognesità: “E’ evidente che ci meritiamo tutto, meglio [...]

  76. wolf | 23.03.2009 | 11:07:44 #

    La prima cassetta “Grand Hotel” dei Procol Harum era il 1974 il primo Lp “Presence” dei Led Zeppelin nel 1977.
    Tutte le paghette che ci ho speso…..

  77. Maurizio | 29.03.2009 | 08:12:00 #

    Piu’ che il primo, ricordero’ tristemente l’ultimo che comprero’ da dipendente, con Nannucci muore anche una parte di me e la cosa che mi rattrista di piu’ é che le ultime promozioni, i grandi amiconi Morandi e Antonacci, le abbiano fatte all’ufficio postale!
    Oltre che a internet, é un altro segnale dei tempi che cambiano,
    almeno a noi avrebbero potuto far incassare i soldi dei pagamenti delle bollette! Ormai é troppo tardi, mi raccomando, vi voglio tutti seduti davanti al computer! Grande Bologna un bacione

    Mauri

  78. [...] in Aprile e stando a quanto annunciato alla fine di Febbraio, questo mese dovrebbe chiudere Nannucci, lo storico negozio di musica di via Oberdan a Bologna. [...]

  79. Ines Curzio | 07.04.2009 | 19:01:05 #

    Nasce da un articolo di Adrea Degidi la nuova canzone della band bolognese Le Fragole: “Un’epoca con Nannucci”. I giovani componenti della band non potevano rimanere indifferenti, come tanti loro coetanei, alla triste notizia della chiusura del Music Store che a Bologna ha fatto storia. Dalle parole dell’articolo pubbicato sul blog The Music Box, prende vita un testo che racconta l’entusiasmo di quanti hanno trascorso ore agli scaffali e, grazie a Nannucci, hanno imparato ad ascoltare ogni genere di musica, incluso le rarità introvabili. Lo store ha segnato un’epoca e questa canzone è un’omaggio dal ritmo incalzante la cui melodia briosa, in stile Fragole, riporterà alla mente tutto il piacere delle ore trascorse da Nannucci e un pizzico di malinconia per i tempi che cambiano.
    Lo store chiuderà a metà aprile e, come confermano i commenti degli oltre 3000 iscritti ai vari gruppi formatisi sui Social Networks, questa chiusura è lo specchio della grave crisi che sta travolgendo la musica e non solo.
    Le Fragole ringraziano il titolare Mario Nannucci e il giornalista Andrea Degidi per la cortese collaborazione.
    Il brano è disponibile sul sito della band all’indirizzo http://www.myspace.com/lefragole dove presto sarà pubbicato anche il videoclip realizzato grazie alla collaborazione della Skipping Musez, etichetta indipendente di Giacomo Roversi e dell’Associazione Arcadia per la comunicazione web e la consulenza al video.
    …Nannucci chiude un’epoca ed è proprio un dolore per i bolognesi e per i pellegrini di fuori città…
    Ines Curzio

  80. Tasco | 09.04.2009 | 01:02:00 #

    Collegatevi a http://www.myspace.com/lefragole partirà la canzone dedicata a Nannucci Store!!!
    Nello space c’è anche il videoclip del brano!
    ciao

  81. peval | 19.04.2009 | 15:34:05 #

    Wish you Were Here, era il lontano 1978…sic!

  82. gino | 19.04.2009 | 19:04:09 #

    non ricordo se phil collins o i tears for fears
    anni 80

  83. [...] i fatturati e, appunto, i negozi di dischi che chiudono. In radio abbiamo parlato più volte della chiusura di Nannucci, ma abbiamo aperto il dibattito in occasione delle reazioni che alcuni blogger hanno avuto rispetto [...]

  84. Anders | 23.04.2009 | 20:52:35 #

    Impossibile ricordare quale fu il primo disco che presi…. ero un pischelletto, e quel catalogone cartaceo per il mail order era la mia bibbia! Poi sono salito a Bologna a studiare, ed allora pacchia totale…. stazione quasi quotidiana, di ritorno dalla facoltà, visto che era di strada per andare a prendere il bus su Via Rizzoli.

    Mi mancherà da morire… mi mancheranno le offertone che spesso si trovavano e che - quando ancora l’ADSL flat ed il peer-to-peer non erano così diffusi - ti permettevano di comprare dischi di artisti che non conoscevi, giusto per gusto d’esplorazione (ho scoperto di tutto, così… persino Joni Mitchell!!).

    Aneddoto personale: la prima volta che ci andai era il 2003, in gita di quinto liceo, e me ne uscii praticamente barcollando per tutta la roba che avevo comprato (avevo giudiziosamente accolto gli ordini di un sacco di persone).

    Dopo poco alcuni miei compagni mi chiesero di guidarli verso il negozio, visto che io sapevo dov’era e prima non mi avevano seguìto, e quindi ci ritornai, sempre con la carrettata di roba al seguito….

    non sapendo cosa fare mentre loro cercavano, mi misi a spulciare tra i dischi e non feci caso al fatto che, nel gestire quel popò di castello di dischi che avevo comprato (tra buste ecc ecc), per sbaglio mi era rimasto in mano Some Girls dei Rolling Stones.

    Fatto sta che quando prendemmo l’uscita iniziò a suonare tutto quello che poteva suonare ed io, impressionato poichè sovrapensiero, mi girai dal commesso ed urlai “non sono stato io!!” con il disco in bella vista nella zampa…. il suo commento, tra uno sghignazzamento e l’altro, fu: “sòccia, potevi pure sceglierti un disco migliore!!”.

    …….sigh…….

  85. Anna Maria | 25.04.2009 | 12:11:58 #

    Pablo Honey - radiohead in audiocassetta!
    Non avevo ancora il lettore cd. Dove avrei potuto trovarla se non da Nannucci!
    Un pezzetto di bologna se ne è andato!

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